• Clinica Veterinaria San Marco Ravenna
  • +39 0544 459407
  • +39 0544 459504
  • info@clinicaveterinariasanmarcoravenna.it
  • Lavora con noi
    • Italiano
Rabbia canina: una malattia antica, mortale e ancora presente. Come proteggere la tua famiglia e i tuoi animaliRabbia canina: una malattia antica, mortale e ancora presente. Come proteggere la tua famiglia e i tuoi animaliRabbia canina: una malattia antica, mortale e ancora presente. Come proteggere la tua famiglia e i tuoi animaliRabbia canina: una malattia antica, mortale e ancora presente. Come proteggere la tua famiglia e i tuoi animali
  • Home
  • Chi Siamo
    • Il nostro staff
    • La nostra storia
    • Riconoscimenti professionali
  • Consigli veterinari
    • Il veterinario informa
    • Zampe Podcast
  • Assistenza Veterinaria
    • Chirurgia in Laparoscopia
    • Chirurgia Ortopedica Veterinaria
    • Ecocardiografia
    • Ecografia
    • Endoscopia
    • Oncologia e aghi aspirati
    • Ozonoterapia
    • Stadiazione Baos
    • TAC-TC
    • Visite Dermatologiche
    • Visite Oculistiche
    • Laserterapia veterinaria
  • Servizi per animali
    • Addestramento
    • Ricovero e pensione
    • Servizio Taxi
    • Toelettatura
  • Pronto Soccorso
  • Contatti
✕

Rabbia canina: una malattia antica, mortale e ancora presente. Come proteggere la tua famiglia e i tuoi animali

La rabbia è una delle malattie infettive più temute nella storia della medicina. Nonostante i progressi della sanità pubblica e della medicina veterinaria, continua ancora oggi a causare decine di migliaia di morti ogni anno nel mondo e rappresenta una zoonosi di estrema gravità, capace di colpire sia gli animali sia l’uomo.

Per molti proprietari italiani la rabbia viene percepita come una malattia del passato. In realtà il rischio non è completamente scomparso e i recenti casi registrati nel nostro Paese dimostrano quanto sia importante mantenere alta l’attenzione.

Cos’è la rabbia e perché è così pericolosa?

La rabbia è una malattia virale causata da un Lyssavirus che colpisce il sistema nervoso centrale dei mammiferi.

Il contagio avviene principalmente attraverso:

  • morsi;
  • graffi contaminati da saliva infetta;
  • contatto della saliva con mucose o ferite aperte.

Una volta comparsi i sintomi neurologici, la rabbia è praticamente sempre mortale sia nell’uomo sia negli animali.

I segni clinici possono includere:

  • alterazioni comportamentali improvvise;
  • aggressività o paura anomala;
  • difficoltà nella deglutizione;
  • paralisi progressive;
  • ipersalivazione;
  • convulsioni;
  • coma e morte.

Proprio per l’elevatissima letalità della malattia, la prevenzione rappresenta l’unica vera arma efficace.

La rabbia: dalla storia all’attualità

La rabbia è conosciuta da oltre 4.000 anni e rappresenta una delle zoonosi più antiche documentate.

Per secoli è stata sinonimo di terrore: prima dell’introduzione dei vaccini, un morso da parte di un animale infetto significava quasi inevitabilmente una condanna a morte.

Una svolta storica arrivò nel 1885 grazie a Louis Pasteur, che sviluppò il primo vaccino antirabbico, cambiando radicalmente la gestione della malattia e aprendo la strada alla moderna medicina preventiva.

Oggi molti Paesi europei hanno ottenuto lo status di territori indenni dalla rabbia terrestre grazie a campagne vaccinali sugli animali domestici e sulla fauna selvatica.

Tuttavia la malattia rimane endemica in numerose aree dell’Africa, dell’Asia, del Medio Oriente e di alcuni Paesi dell’Europa orientale. Ogni anno provoca ancora oltre 59.000 decessi umani nel mondo.

La situazione della rabbia in Italia

L’Italia è considerata ufficialmente indenne dalla rabbia canina urbana da molti anni grazie ai programmi di controllo veterinario e alle campagne di vaccinazione.

Questo però non significa che il rischio sia azzerato.

La principale minaccia attuale deriva:

  • dall’importazione illegale di animali provenienti da Paesi endemici;
  • dai viaggi internazionali con animali non correttamente vaccinati;
  • dal possibile contatto con fauna selvatica infetta nei Paesi dove il virus è ancora presente.

Per questo motivo i controlli sanitari alle frontiere e il rispetto delle normative internazionali sul trasporto degli animali sono fondamentali.

I casi più recenti di rabbia canina in Italia

Negli ultimi giorni le autorità sanitarie italiane hanno confermato un caso di rabbia in un cane introdotto illegalmente dal Marocco e successivamente identificato nella provincia di Treviso, a Vittorio Veneto.

L’animale aveva sviluppato una sintomatologia neurologica compatibile con la malattia ed è stato successivamente sottoposto a eutanasia. Gli accertamenti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie hanno confermato sia la diagnosi sia l’origine marocchina del ceppo virale.

A seguito dell’evento:

  • sono state avviate indagini epidemiologiche;
  • decine di persone sono state sottoposte a profilassi post-esposizione;
  • migliaia di cani e gatti dell’area interessata sono stati coinvolti in misure straordinarie di vaccinazione preventiva.

Questo episodio dimostra come la rabbia possa ancora rappresentare un concreto problema sanitario anche in un Paese considerato indenne.

Come proteggere noi stessi, i nostri animali e la nostra famiglia

La prevenzione è il pilastro fondamentale nella lotta contro la rabbia.

È importante:

  • vaccinare gli animali quando richiesto dalle normative o consigliato dal veterinario;
  • rispettare le procedure sanitarie per viaggi internazionali;
  • evitare l’importazione illegale di cuccioli;
  • non acquistare animali privi di documentazione sanitaria ufficiale;
  • effettuare controlli veterinari regolari.

In caso di morsicatura da parte di un animale sospetto è fondamentale:

  • lavare immediatamente la ferita con abbondante acqua e sapone;
  • contattare tempestivamente il medico;
  • segnalare l’episodio ai servizi veterinari competenti.

La profilassi post-esposizione, se effettuata rapidamente, può prevenire l’insorgenza della malattia.

Quali regole adottare negli ambienti silvestri?

Durante escursioni, passeggiate nei boschi o attività in aree naturali è opportuno adottare alcune precauzioni.

È consigliabile:

  • non avvicinare animali selvatici;
  • non tentare di soccorrere volpi, tassi o altri mammiferi apparentemente docili;
  • evitare il contatto con animali feriti o disorientati;
  • tenere i cani al guinzaglio nelle aree boschive;
  • impedire ai propri animali di interagire con fauna sconosciuta;
  • segnalare alle autorità eventuali comportamenti anomali osservati negli animali selvatici.

Un animale selvatico che si lascia avvicinare facilmente o manifesta improvvisi cambiamenti comportamentali potrebbe essere affetto da una patologia neurologica e non deve mai essere manipolato.

La rabbia non appartiene al passato

La rabbia è una malattia che continua a esistere e che può riemergere rapidamente quando vengono ignorate le regole di prevenzione.

La globalizzazione, i viaggi internazionali e il traffico illegale di animali rendono indispensabile mantenere alta la vigilanza sanitaria.

Proteggere i nostri animali significa proteggere anche le nostre famiglie.

La prevenzione veterinaria, la vaccinazione e il rispetto delle normative rappresentano ancora oggi gli strumenti più efficaci per impedire il ritorno di una delle malattie più letali conosciute dall’uomo

Post correlati

TC Veterinaria: vedere oltre i sintomi per una diagnosi precoce e più accurata


Leggi tutto

Lupi vicino ai centri abitati: emergenza reale o nuova convivenza? Il ruolo della medicina veterinaria nella gestione del fenomeno


Leggi tutto

Pavoni a Punta Marina: quando la fauna ornamentale diventa sinantropica. Sfide veterinarie e strategie di gestione urbana


Leggi tutto
QUANDO

Da Lunedì a Sabato:

8:00 - 20:00

Domenica e Festivi:

10:00 - 17:00

Il tuo veterinario a Ravenna:

Via Godo, 125 - San Marco
48124 Ravenna (RA)

Vai alla mappa

COME

Telefonaci:

+39 0544 459407

+39 0544 459504

Scrivici:

info@clinicaveterinariasanmarcoravenna.it

Social:

  • LinkedIn
  • YouTube
©2026 Clinica Veterinaria San Marco Ravenna | P.Iva 00603070392 | Credits
Privacy Policy | Cookie Policy
  • Nessuna traduzione disponibile per questa pagina